Centro Missionario Diocesano

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zuccon

Suor Luisa Antonia Zuccon 

(nella foto suor Luisa Antonia è al centro)nata a Castelgomberto in provincia di Vicenza durante la Seconda Guerra Mondiale, è Suora della Carità di Santa Giovanna Antida. Ha insegnato molti anni  e ha collaborato per lungo tempo con il nostro Centro Missionario.

Dal 2002 si trova in Albania presso la scuola per infermieri di Elbasan. Insieme ad altre suore insegna nella scuola e presta assistenza domiciliare agli ammalati terminali, e mantengono attivo un centro sociale per la promozione e formazione delle donne e delle giovani.

La scuola per infermieri è nata 11 anni fa per volontà del nunzio apostolico di allora.Moms.Ivan Diaz e le suore l'hanno portata avanti con le loro forze e l'aiuto di tanti amici che ormai si stanno dileguando. Ora, per le necessità dei tempi è divenuta di grado universitario e, quindi più gravosa da tutti i punti di vista. In Albania una istituzione come questa è tutt'altro che un lusso, perchè è uno dei pochi strumenti atti a dare lavoro ogni anno a circa 30 ragazzi, che diversamente resterebbero sulla strada aperti a tutte le possibilità. Per questo le Suore vorrebbero continuarla anche se il prezzo è alto, ma continuano a sperare nell'aiuto della Provvidenza che passa attraverso persone di buona volontà.

Il servizio domiciliare per i malati terminali è stato assunto perchè in Albania nessuno si fa carico di questo problema e gli ammalati sono abbandonati nelle famiglie che spesso non hanno mezzi e competenza per fare qualcosa. Anche questo è un progetto costoso perchè viene espletato tramite un pulmino con relativo autista, un'infermiera e i medicinali occorrenti. Inizialmente  la Caritas Nazionale ha dato una mano, ma dal  gennaio 2005  non dà più niente e sembra sia sempre più in difficoltà ad aiutare. (Riferimento: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

Alcune lettere

Ottobre 2009

vi ringraziamo molto per le offerte che ci avete mandato. Quello che ci consola di più, oltre il denaro che ci serve sempre perchè anche se l'Albania cambia, i bisogni sono sempre tanti,è il sentirci ricordate, il sapere che non siamo sole qui, ma che dietro a noi c'è tanta gente che ci aiuta, ci sentiamo davvero una grande famiglia  e questa è una delle cose più belle che ci sta dando l'Albania: poter aiutare, ma essere anche aiutate da tanta gente che opera con noi.

Stiamo bene, quello che facciamo ci piace tanto, anzi ci sentiamo in qualche modo fortunate.

Abbiamo appena celebrato la festa di San Vincenzo: aiutare chi ha bisogno e farlo bene, come diceva Lui, crediamo sia uno dei privilegi che possiamo avere e di cui sentirci debitrici al Signore.

Facciamo fatica a leggere la realtà che ci circonda, perchè vediamo che le cose stanno cambiando in fretta, ma la gente che ha bisogno, che non può mandare i figli a scuola, non è in grado di comprarsi le medicine o fare un esame  medico più accurato,dove va? Non dalle Istituzioni  dove nessuno li ascolta, ma dai Missionari....

Facciamo anche un bellissimo servizio  a domicilio per malati terminali e non solo: è davvero bello perchè ci consente di entrare nelle case della gente, spesso sola,abbandonata e povera che ci fa capire quanto siamo di aiuto e di conforto. Si sentono considerati e soprattutto sentono recuperata la loro dignità.

Grazie perchè ci ricordate in tanti modi. Buon mese missionario.

Ottobre 2014

Sono a Rubik dal 12 settembre, giusto un mese fa. Mi ha accompagnato sr. M. Renata insieme ad altre due suore, una svizzera e una albanese per dare inizio alla nostra comunità. So che ci avete dato la possibilità di avere la pompa dell'acqua, così possiamo averla in modo continuato, anche a me quest'estate, quando sono stata a Ferrara, avete dato 500 euro, perciò desidero ringraziarvi.

Rubik si trova nel nord dell'Albania, una zona povera, soprattutto perché non c'è lavoro e non c'è la possibilità di crearlo, si trova in una valle stretta al centro di un territorio a cui sono legati altri 9-10 villaggi spersi tra i monti, dove, al tempo del Regime, si sono nascosti i perseguitati politici e quelli religiosi e lì sono rimasti. Penso che abbiate seguito sulla stampa l'abbraccio del Papa con due sopravvissuti, il Papa ha pianto e anche noi.. L'unica alternativa per questa gente sarebbe l'emigrazione, ma anche questa con i tempi che corrono è difficile.

Noi suore dobbiamo occuparci della catechesi e della pastorale non solo di Rubik, ma anche degli altri villaggi, si tratta di visitare le famiglie, perché manca la presenza continua del parroco, perciò a noi è affidato il compito di far sentire la vicinanza di Dio, del vescovo, della chiesa, spesso siamo l'unico legame, anche stamattina una donna si è tolta la vita. Mi sembra che ci sia proprio tanto lavoro e tanto che si può fare con tutti: le famiglie, i giovani, i bambini, per fortuna le altre due suore sono giovani, sr. Adelina, albanese, ha fatto la sua professione perpetua domenica 5 ottobre.

In questo mese abbiamo avuto tanti avvenimenti che ci hanno toccato profondamente, come la visita del Papa, un grande dono per l'Albania; il nostro ingresso ufficiale che è stato più un ringraziamento alle suore Maestre Pie Venerini che ci hanno precedute e così abbiamo fatto un legame tra passato e presente; la professione della nostra sorella.

Ora comincia il tempo ordinario. Il nostro primo impegno, come ho detto , è quello pastorale con servizi a diverse chiese, ai tanti villaggi.

Stiamo conoscendo la gente: è aperta, ci incontra volentieri e ci vuole bene, ma ci sono anche quelli che ci ignorano, non ci conoscono e non dimostrano di volerlo fare, del resto la Mirdita è una Terra tormentata ancora da tanti problemi come la riappropriazione delle terre, quella della propria identità; il problema della vendetta, della mancanza di lavoro e della possibilità di soddisfare i bisogni fondamentali. La gente manifesta di avere tanta fede, ma i più preferiscono viverla in privato e non sentono il bisogno della professione comunitaria.

Stiamo incontrando tante famiglie con una vita disagiata, che stentano ad andare avanti, come Erjona che ha il marito ammalato, il figlio violento, le ragazze senza lavoro e impossibilitate a proseguire gli studi, o Enxheli che ha lavorato 30 anni in miniera ed ora è malato di polmoni, di notte tossisse, non dorme e non lascia dormire gli altri perché vivono in un'unica stanza che è tutto:cucina e camera da letto, senza acqua e senza bagno; l'unica a lavorare è la figlia di 19 anni che fa tutti i giorni un'ora e mezza di strada a piedi per andare in una fabbrica italiana , 7 giorni alla settimana, per una paga di 100 euro che non ha ancora incominciato a percepire, esempi per farvi comprendere la situazione.

E' un confronto quotidiano che ci mette in discussione con noi stesse, ci fa pensare e scoprire che noi abbiamo ancora tanto e dobbiamo spogliarci per essere più povere e poter aiutare quelli che lo sono più di noi, ma è anche una povertà che ci opprime perchè ci sentiamo impotenti.

Per me è un'esperienza nuova in tutti i sensi, sono sempre stata, anche ad Elbasan, nella scuola, il Signore mi aiuterà. So che ci seguite e vi sentite con noi e di questo vi ringrazio Lavoriamo tutti, in diversi modi, alla stessa missione che è quella del Signore.

Unite nella preghiera vi invio i miei saluti e miei auguri anche a nome delle altre due suore: sr. Marlyse e sr. Adelina.

Suor Luisa Antonia

Centro Missionario Diocesano di Ferrara - via Montebello, 8 44123 Ferrara - Tel. 3270505773

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