Centro Missionario Diocesano

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brighenti

Suor Anna Maria Brighenti

Sr A.M. Brighenti nasce nel 1934. A soli 21, nel 1955 entra nel Carmelo di Santa Teresa in via Borgo Vado e ivi  rimane per 32 anni, nel 1987 parte quindi missionaria per il Camerun. Attualmente si trova nel Carmelo di Etoudi (Youndèe)con una comunità di carmelitane italiane con le quali, insieme al loro cappellano condivide le gioie e i dolori della gente che si rivolge a loro e mette nelle loro mani i loro drammi e le loro speranze Condividono le sofferenze dei poveri.

Nel 2002 il cappellano Abbè Jean Marie Bodo che da anni svolge una attività a favore del recupero dei ragazzi di strada, elabora un progetto volto alla costruzione di un Centro medico-sociale per i ragazzi di strada. Il progetto vuole dare una risposta sia di carattere sanitario che di recupero ai ragazzi. Nell'idea originaria devono farvi parte: un infermiere diplomato e una persona riconosciuta in campo medico che possa gestire il centro. Al personale sanitario viene affiancato un autista che possa effettuare i trasporti necessari, in quanto l'ambulanza per il momento risulta essere troppo costosa. Il progetto nelle sue ambizioni prevede la creazione di una clinica con la possibilità di effettuare anche qualche degenza e un programma di assistenza....tenendo in considerazione che le persone in cerca di aiuto si moltiplicano ed è difficile scegliere fra un bambino e un anziano malato....Nel 2004 il progetto del Centro medico va avanti ma ha sempre moltissime esigenze perché ancora tutte le risorse per avviarlo completamente non ci sono. Oltre ai giovani, infatti si vorrebbero soccorrere anche gli anziani che anche in Africa vengono abbandonati, una volta che "non servono più a nulla". Nel luglio del 2004 la clinica San Giuseppe riesce ad avviare l'attività e ad assistere un buon numero di persone. L'afflusso è infatti enorme. Lo Stato dà il riconoscimento giuridico all'iniziativa. Un medico e 3 infermieri assicurano l'assistenza, altri specialisti si alternano secondo le necessità. Ancora non è possibile fare interventi chirurgici. La costituzione di questa clinica  è stata possibile grazie agli aiuti che arrivano dall'Italia e da Ferrara anche se il cappellano ha dovuto comunque fare ricorso a un prestito presso le banche locali. 

Suor Anna Maria Brighenti muore dopo una lunga malattia il 15 giugno 2018 a Youndè - Camerun.

Un ricordo della Missione

Nel 2007 per la celebrazione del 50° di professione al Carmelo scriveva:

Pace e gioia nel Signore. E' con questa pace e gioia che vengo a voi per condividere il dono del mio giubileo d'oro coinvolgendovi nel mio rendimento di grazie al Signore.

In questi ultimi tempi ho compreso ancora di più che la chiamata alla vita religiosa è stata per me fin dal principio una chiamata alla missione. A 18 anni volevo già partire per l'Africa, ma la mia giovane età non me lo ha permesso non avendo il consenso della famiglia. In attesa dei 21 anni, studiando alla Cattolica di Milano, ho incontrato S:Giovanni della Croce: la sua dottrina, succhiata più di altre materie, mi ha rapito: Ho capito che al di là della vocazione missionaria apostolica c'era una missione più vasta, universale......Attraverso la vita contemplativa potevo raggiungere l'Africa e ben di più, quindi: ho lasciato tutto e, scoccata la maggiore età, sono entrata al Carmelo di Ferrara dove ho fatto la professione in quel lontano 1957. Sì, veramente il Signore ha avuto l'ardire di scegliermi fino a portarmi in Camerun, dove sono giunta il 13 maggio 1987.

Nel Monastero di vita contemplativa in terra di Missione vogliamo essere un faro luminoso per indicare a tutti i nostri fratelli che Dio esiste e ci ama.

Cosa viene a cercare tanta gente da noi? Beh, c'è chi viene a comperare gli oggetti di nostra produzione (dobbiamo davvero guadagnarci il pane col sudore della nostra fronte), ad esempio corone del rosario, statue, ostie, paramenti liturgici, camici......miele, marmellate, c'è chi viene a mendicare del cibo, che non rifiutiamo a nessuno. Ma c'è soprattutto una quantità di gente che viene per affidarci le loro intenzioni di preghiera, le loro miserie, i loro drammi. Vengono da noi con una fiducia sconvolgente e... si confessano senza alcuna vergogna. Si mettono nelle nostre mani come nelle mani di Dio. Hanno intuito che siamo qui per loro,che spendiamo minuto per minuto la nostra vita per loro. Credono con una fede superiore alla nostra che il Signore ascolta la nostra preghiera più della loro e i più tornano alle loro case (o baracche) con la certezza di non essere più soli e sovente tornano per ringraziare o per implorare ancora.

Il più delle volte, però ci sentiamo sotto un peso enorme, sperimentiamo la nostra impotenza e ci sembra che la nostra preghiera, come la loro, non sia esaudita.: E' il tempo della macerazione,della notte profonda per tutti,il tempo della condivisione della povertà: come Gesù che da ricco che era si è fatto povero per noi. E' il tempo della speranza che siamo sicuri troverà una risposta: L'amore del Padre che vuole tutti nella sua casa. Pregate per noi. Sr. Anna Maria Brighenti



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